28) Heidegger. Il linguaggio  per sua natura metafisico.
La lettura presenta una parte di un lungo dialogo fra un
giapponese (G) e un interrogante (I). I due interlocutori si
trovano d'accorso sulla natura sopra-sensibile, meta-fisica del
linguaggio, sul suo essere espressione, estrinsecazione
dell'anima.
M. Heidegger, Da un colloquio nell'ascolto del linguaggio.
G.  Il parlare inteso nella sua pienezza significante trascende
sempre la dimensione puramente fisico-sensibile del suono. Il
linguaggio, come significato fattosi suono o segno scritto, 
qualcosa di essenzialmente sopra-sensibile, qualcosa che
perennemente oltrepassa il puramente sensibile. Il linguaggio,
cos inteso, , per sua costitutiva natura, metafisico.
I.  Sono pienamente d'accordo con quanto Ella dice. Bisogna notare
per che il linguaggio emerge in questa sua natura metafisica solo
in quanto  stato precedentemente inteso come espressione.
Espressione qui non significa pi solo emissione di suoni o
scrittura: espressione viene a significare estrinsecazione.
G.  Questa implica come termine di correlazione l'interiorit,
l'anima.
M. Heidegger, In cammino verso il linguaggio, Mursia, Milano,
1988, pagina 109.
